Sonia Moretti

Psicologo Clinico Forense, Psicoterapeuta

  • Indirizzo studio Zona Prati- Cipro (Metro A - Cipro Musei Vaticani)
  • Collabora con Studio Medico Dott.ssa Micalizzi, zona Boccea (Metro A - Baldo degli Ubaldi)
  • Cellulare 334 3008851
  • E-mail soniamoretti.pcf@gmail.com

Chi Sono

Laureata in Psicologia clinica e di comunità nel 2002 all’Università degli Studi di Urbino, ho cominciato il mio percorso, formativo ed esperienziale, nell’ambito della Criminologia e delle Scienze sociali forensi e successivamente nell’area della Psicologia clinica, Psicopatologia e della Psicoterapia ad orientamento psicodinamico.

Conseguita una prima specializzazione in Psicologia Giuridica e Psicopatologia delle condotte criminali presso l’Università di Parma, ho svolto diverse collaborazioni con la Sezione di Criminologia applicata della Polizia di Stato, lavorando sulle diverse modalità espressive della violenza e dei comportamenti devianti di adolescenti e adulti e appreso tecniche di valutazione psicodiagnostica.

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Portfolio

Convegni & Congressi

50° Conngresso Nazionale ADOI, Palermo, 2011

LOCANDINA ADOI 2011

Abstract Intervento

Gli aspetti emotivi del maltrattamento

La violenza e l’abuso ai danni dell’infanzia, che sollecita negli adulti forti emozioni e sentimenti di rabbia, rappresentano, oggi, una realtà complessa e delicata verso cui è attivo l’impegno dell’intera comunità sociale.

Poiché l’abuso all’infanzia è sempre un abuso psicologico, non sempre legato tra l’altro a episodi traumatici fisici, è proprio su quell’abuso della vita emotiva del bambino che gli Operatori, nel loro ruolo professionale specifico, dovrebbero porre la massima attenzione. Occorre quindi, essere consapevoli dell’importanza di questo mal-trattamento delle emozioni, inteso come quel cattivo trattamento dei sentimenti del bambino, legato non solo alla violenza fisica, ma soprattutto alla relazione con l’adulto fatta di indifferenza, rifiuto o assenza emotiva piuttosto che di accoglienza e amorevole accudimento.

L’attenzione a tali contenuti, la maggiore capacità di analizzare e quindi di discernere quei segnali di maltrattamento emotivo, consente agli Operatori di acquisire una maggiore dimestichezza verso la vita emotiva del minore.

Osservare l’espressione delle emozioni legate al maltrattamento, si rivela un valido aiuto per poter riconoscere e aiutare il bambino maltrattato o infelice, attraverso l’analisi di quei segni che, come sintomo del suo disagio o della sua sofferenza, vengono poi  agiti nel comportamento, nei gesti e nelle narrazioni verbali su sé e su chi lo circonda, nelle sue relazioni e nell’espressione dei suoi sentimenti.

Convegno Nazionale di Studi "Nativi Digitali", Jesolo 2011

convegno jesolo 2011_1

Abstract intervento

Adulti disorientati, giovani sotto minaccia

L’individuo, da sempre, costruisce i suoi sogni sul desiderio di una condizione migliore accompagnata dal benessere e dalla tranquillità. Ben lontano dalle promesse messianiche di un mondo migliore e dalla conquista della felicità tanto sognata, si respira un clima di grande pessimismo in cui prendono il sopravvento molte di quelle paure contro cui, per secoli, ci si è impegnati a lottare.

Una visione negativa che pesa come un macigno sulle giovani generazioni in cui l’idea stessa di futuro porta con sé un cambiamento di segno in cui la promessa si capovolge e si fa minaccia. Ciò che oggi si respira è il primato dell’impotenza e della incapacità a costruire legami, un’epoca caratterizzata dalla incertezza, incognita che vanifica molte delle promesse della scienza e della tecnologia. Se dunque gli adulti sono disorientati e costretti a rimodulare la propria vita sulla base della delusione, della frustrazione del presente e del fallimento di un futuro migliore, i giovani sono nati senza promesse, crescono in un mondo “pericoloso” e vanno incontro ad un futuro pieno di minacce, in cui vi è una affannosa ricerca di sicurezza e accoglienza accompagnata dall’angoscia e dall’assenza di progettualità.

Si proporranno dunque, riflessioni e considerazioni sui percorsi che generano e alimentano quel senso di disagio che accompagna le giovani generazioni nella ricerca di una propria collocazione sociale e di armoniosa dimensione affettivo-emotiva.

Congresso Nazionale ICSA, Roma 2010

locandina icsa 2010

Abstract intervento

Personalità Dipendenti e difficoltà di Svincolo

Le persone dipendenti vivono nel terrore dell’abbandono, nell’angoscia della separazione e nella perenne paura di perdere chi per loro è un riferimento indispensabile. Alla ricerca del riconoscimento dei propri nuclei interiori, della costruzione del proprio sé, spesso si ritrovano implicati in gruppi a carattere pseudo-religioso nella convinzione di aver finalmente trovato, in quella affiliazione, una giusta collocazione: sentirsi finalmente una persona degna di accoglienza, di ascolto dove mostrare la propria fragilità senza correre il rischio di essere ridicolizzata o sminuita. Personalità dunque con un grave senso di insicurezza che lacera la propria individualità e unicità. Si produce una solitudine che trova rifugio in alcuni gruppi che diventano luogo in cui trovare riposo e un concreto cambiamento. Uno spazio relazionale in cui recuperare quella sicurezza e quella autonomia tanto desiderata. Quello stesso spazio che si trasforma in una nuova prigione da cui sembra impossibile svincolarsi, una prigione che prosciuga la forza ed il coraggio di tornare alla vita libera. In questo contributo saranno esaminati gli aspetti caratteristici delle personalità con tratti dipendenti, facendo riferimento a quei meccanismi psicologici tipici, che affondano la propria matrice psicodinamica nella strutturazione dei legami di attaccamento, di costruzione della propria autostima e di coesione del proprio sé.

Convegno Nazionale di Studi, Giovani e rappresentazioni sociali devianti, Jesolo, marzo 2012

GIOVANI E RAPPRESENTAZ SOCIALI DEVIANTI JESOLO 2012Abstract intervento
Società liquida, identità liquida

Numerosi sono i cambiamenti che la società contemporanea attraversa e che influenzano la costruzione della identità che i giovani oggi si trovano a sperimentare. La definizione di “società liquida” diventa un frame per decodificare gli attuali fenomeni sociali e soprattutto per osservare e comprendere con quali mezzi e opportunità i giovani costruiscano la propria identità.

In una società in cui i costrutti di cittadinanza, bene comune, colleganza, riconoscimento reciproco ed empatia sociale si vanno sgretolando sotto i colpi di un modello consumistico (Bauman), ciò che emerge sempre più forte è il disorientamento delle giovani generazioni. Se da un lato il numero apparentemente infinito di opportunità di scelta e libertà di poter diventare chiunque, offre la possibilità di assumere qualunque identità si voglia, dall’altro a ben vedere, questa iper-individuazione  conseguente sensazione di “onnipotenza”, contribuisce a creare un senso di incompletezza e frustrazione dovuto proprio alla instabilità e alla mutevolezza delle mille opzioni possibili.

L’analisi dell’intreccio, dunque, tra fenomeni sociali e l’esperienza individuale che i giovani sperimentano all’interno e all’esterno del proprio microcosmo di riferimento, offre u contributo perla comprensione delle matrici sociali e psicodinamiche connesse alla natura precaria o fittizia dell’identità, ai rischi di frammentazione dell’Io e ala pervasiva sregolazione delle pulsioni che trova spesso espressione in diverse forme di conflitto e/o devianza.

 

Convegno Nazionale di Studi, AFC/ONAP, Roma, maggio 2012

DROGA E SOCIETA ONAP 2013Droga & Società. Criminalità Organizzata e Intervento sociale

 

Convegno organizzato da

ACF – Accademia per la Cultura e la Formazione

ONAP – Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici.

 

Intervento

Le personalità dipendenti

Summer School sui Diritti dell'adolescenza, ICF - Dipartimento per la Giustizia minorile, Roma luglio 2013

SUMMER SCHOOL 2013Educarsi tra culture e Linguaggi. Territori di incontro e scambio tra generazioni oggi

“Un viaggio nelle culture e nei linguaggi degli adolescenti e degli adulti per capire se e come sia possibile costruire ambiti di interazione tra generazioni, aprire varchi che consentano comprensioni delle differenti posizioni e visioni. L’ipotesi guida è che i diritti degli adolescenti – a essere riconosciuti come soggetti portatori di interessi e desideri, di storie e progettualità – dipendano da quanto si riesce a mobilitare possibilità di confronto tra generazioni attorno a tematiche su cui entrambe investono e sperimentano. Laboratori esperienziali, testimonianze, simulazioni per esplorare culture e linguaggi dei gruppi di adolescenti e degli adulti e cogliere differenze, ma anche vicinanze inaspettate, domande di senso e tensioni non così distanti, mostrando che l’educare è sempre un educarsi nello scambio…”

Intervento

Conduttore del Laboratorio: La moda, identità e tendenze

XXVII Congresso Nazionale - Società Italiana di Criminologia, ottobre 2013

LOCANDINA SIC 2013 Abstract Intervento

I minori stranieri negli Istituti penali minorili: garantire i diritti attraverso nuovi modelli di “Fare sicurezza”

 

Gli ultimi dati sulla popolazione degli Istituti Penali Minorili, evidenziano la prevalenza di giovani stranieri, di culture, linguaggi, dinamiche che risultano di difficile comprensione e gestione per il sistema dei Servizi della Giustizia Minorile nello svolgimento dei loro compiti di educazione e sicurezza. Con il cambiamento della popolazione dei detenuti sono mutate anche le modalità di comunicazione dei propri disagi individuali e sociali nonché delle dinamiche intramurarie tra i giovani e il personale preposto al trattamento. Una maggiore complessità che si esprime attraverso gesti antisociali come autolesionismi di varia natura, liti tra bande di diversa etnia, incendi di celle, aggressioni, minacce, ritorsioni e, di contro, una maggiore reattività alle proposte educative e al piano trattamentale.

Come possono i Servizi riattualizzare le loro funzioni educative di sicurezza utilizzando la pena come una opportunità emancipativa? Cosa può garantire e legittimare la tutela dei diritti degli adolescenti devianti, in particolare di quei giovani con traversie esistenziali di miseria e di migrazione? L’ipotesi di partenza è che per tutelare i diritti dei giovani sia importante creare e sviluppare all’interno degli I.P.M., spazi di co-costruzione progettuale dialogica tra le diverse figure professionali. Riteniamo, infatti, che oggi di fronte alle grandi trasformazioni economiche e culturali che moltiplicano i disagi e le loro rappresentazioni, non sia sufficiente una mera osservanza delle norme vigenti per garantire i diritti, ma sia necessaria un’attivazione di processi che avvengono tra più attori che tra loro riconoscono e con-vengono sui problemi, sulle criticità e sulle condizioni possibili per una riformulazione di interventi educativi e di sicurezza.

La normativa che prevede la Specializzazione per l’accesso al ruolo di “Specialista nel trattamento dei detenuti minorenni”, costituisce un’occasione privilegiata per sperimentare come i diritti possano essere riconosciuti, sostenuti e garantiti nei micro-contesti degli I.P.M. La rilettura dell’esercizio delle funzioni del poliziotto penitenziario, figura professionale che maggiormente vive le criticità che pongono i minori reclusi, ci consente di mettere a fuoco alcuni orientamenti metodologici per attivare nei singoli Istituti, interventi di reali processi di co-costruzione dialogica per tutelare i diritti. Sviluppare la capacità di lettura dei contesti e delle narrative, per tenere una continua interazione tra la realtà esistente e la progettualità che in essa si intende sviluppare, impegnandosi in una comunicazione attiva e valorizzando apporti di varia natura.

La sperimentazione condotta presso l’Istituto Centrale di Formazione con circa 350 agenti sui 700 attualmente in servizio, ha messo in luce come uscire da una “logica adempitiva” e da categorie precostituite nella lettura dei problemi, consenta di entrare in relazione con i giovani reclusi e di realizzare l’apertura alla possibilità di nuovi modelli di “fare sicurezza”. I dati raccolti dall’esperienza concreta, sono testimonianza unica di conoscenza dei fenomeni da parte di chi vive situazioni di vulnerabilità, conflitti sociali e incontri/scontri culturali e di chi, spesso in assenza di riferimenti teorici di base, deve necessariamente utilizzare risorse personali per garantire sicurezza nel rispetto dei diritti fondamentali della persona. Riteniamo che tali conoscenze possano offrire sguardi e spaccati sulle devianze dei giovani stranieri del tutto inusuali ed originali.

(Intervento co-condotto con la Dr.ssa Cira Stefanelli)

Formazione in Aula

Aula

Scuola di Formazione in Psicoterapia ad Indirizzo Psicodinamico, sede di Roma, febbraio 2009

locandina Psico oncologia SFPIDWorkshop in

PSICO-ONCOLOGIA 

Modelli per la formazione di Psicologi, Medici, Psicoterapeuti e Operatori Sanitari

Paradigma psicoanalitico e Social Dreaming

 

Modulo formativo

Componente e co-conduttore del Gruppo Balint

 

 

Ordine degli Avvocati di Roma, aprile, 2014

CORSO PSICOL GIURIDICA ORDINE AVVOCATI 2014Corso di Psicologia giuridica ed Elementi di Psicopatologia forense

Dipartimento Centro Studi, Formazione e crediti formativi. Progetto minori, famiglia e immigrazione.

 

Modulo formativo

Psicopatologia forense: I disturbi della personalità

Seminario Intensivo di Criminologia Forense, Università degli Studi della Repubblica di San Marino, giugno 2012

Cattura

Abstract intervento

Analisi Investigativa Psicologica e Forense di un caso. Duplice omicidio e violenza sessuale aggravata.

Nell’attuale panorama giuridico, la figura del criminologo, nonché quella dello psicologo forense, va pian piano assumendo un posto di rilevanza sia accanto alle investigazioni tradizionali che a quelle proprie della criminalistica.

La conoscenza, ed i nuovi sviluppi delle scienze criminali e della criminologia forense, assumono un ruolo di supporto sempre maggiore non soltanto nelle investigazioni della Polizia Giudiziaria, ma anche nelle strategie difensive che hanno ampia rilevanza nel processo. Il ruolo della Criminologia applicata alle Scienze forensi, si rivela così un quid pluris nella comprensione delle dinamiche di eventi criminosi, ma soprattutto un valido elemento da utilizzare nelle strategie di intervento giuridico.

Attraverso l’analisi di un caso reale che presenta una forte tipizzazione del reato di omicidio, nel seminario intensivo, verranno presi in considerazione i principali modelli teorici di riferimento e illustrati i procedimenti più idonei a svolgere l’attività criminologico, investigativa e giudiziaria; esposti interventi sull’ascolto di un testimone e sulla valutazione processuale degli elementi investigativi.

VIII° Workshop, Università degli Studi di Urbino, ottobre 2008

2016-05-01_15.44.13Figli che uccidono.

Analisi Psicologica, criminologica, investigativa e giudiziaria di un caso di Parricidio

 

Seminario intensivo di Psicologia giuridica e Criminologia,  tenuto presso la  Facoltà di Scienze della Formazione, Centro Ricerca e Formazione in Psicologia Giuridica.

Urbino, 25 ottobre 2008

Ordine degli Avvocati di Roma, novembre 2014

MINORI CPA ORDINE AVVOCATI 2014
Minori vittime e autori di abusi sessuali. Quale tutela dopo la Convenzione di Lanzarote?

Dipartimento Centro Studi, Formazione e crediti formativi. Progetto minori, famiglia e immigrazione.

Firma del Protocollo tra L’Ordine degli Avvocati di Roma e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.

Modulo formativo

Minori, reati e prima accoglienza: trauma dell’arresto e primo accertamento di personalità

Consiglio dell' Ordine degli Avvocati di Roma, giugno, 2011

la recidiva

La recidiva. Valutazione e tecniche di intervento

Seminario di Studi presso Ordine Avvocati di Roma.

 

Modulo formativo

Un contributo clinico al tema dell’imputabilità

Ordine dgli Avvocati di Roma, novembre 2014

ORDINE AVVOCATI DIRITTO DI FAMIGLIA 2014Corso di Psicologia Giuridica nei procedimenti di Diritto di Famiglia

Dipartimento Centro Studi, Formazione e crediti formativi. Progetto minori, famiglia e immigrazione.

Modulo formativo

I Disturbi della personalità

ACF- Accademia per la Cultura e la Formazione / ONAP- Ossevatorio Nazionale Abusi Psicologici, Roma, 2011

locandinaSeminario intensivo di Criminologia forense

Duplice omicidio e violenza sessuale aggravata. Analisi investigativa, criminologica, giuridica

 

Modulo formativo II

Analisi del caso con l’utilizzo della Psicologia investigativa in relazione ad altre discipline forensi, quali la Psicologia giuridica, la Psicologia della Testimonianza, la Vittimologia.

Ordine degli Avvocati di Roma, aprile-novembre 2015

FORENSIX 2015

ForensiX – Minori e Famiglia

Dipartimento Centro Studi, Formazione e crediti formativi. Progetto minori, famiglia e immigrazione.

Moduli Formativi

  • Cenni di Criminologia clinica forense
  • Psicopatologia delle condotte criminali
  • Le relazioni perverse
  • La violenza come forma di linguaggio
  • L’ascolto del minore autore di reato
  • Case Study (Co-condotto con il Prof. A. Fargnoli, Avv. G.M. Giaquinto)

Università IUSVE- Venezia- Mestre, Settembre 2016

viii_edizione_master_criminologia_manifesto_leggeroMASTER I° LIVELLO

Criminologia, Psicologia Investigativa e Psicopedagogia forense

Moduli formativi sulla Psicopatologia delle condotte criminali

Analisi e valutazioni clinico forensi di alcuni casi pratici

Editoria

editoria

La violenza. Le responsabilità di Caino e le connivenze di Abele

LA VIOLENZA

La violenza. Perché si è pensato di cominciare proprio da qui? Perché simbolicamente si è pensato di collegare il primo atto violento della storia dell’umanità che è consistito in un omicidio, ancor più precisamente in un fratricidio, che ha il compito di toccare, in alcuni casi approfondire, questa esperienza umana che è nello stesso tempo tragica, ma fondante una riflessione su tutto ciò che la determina, la costituisce e la genera.

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L'incredibile testimone

L INCREDIBILE TESTIMONE MORETTI

Che cosa accade nella mente di un soggetto che ricorda episodi cui ha assistito, o di cui è stato attore? E quando è «costretto» a ricordare, che cosa ricorda in realtà? Come si genera un ricordo? L’incredibile testimone, frutto di approfonditi studi e di una vasta esperienza sul campo, è un contributo per coloro che «devono» affrontare il tema del ricordo. Si pensi in primo luogo agli investigatori, ai testimoni e agli autori di reato durante l’attività di Polizia giudiziaria. Gli autori non soltanto forniscono preziose indicazioni sulle prassi corrette, sui metodi e sulle modalità tramite le quali si può condurre un interrogatorio con efficacia, ma sviluppano anche una serie di riflessioni sulla credibilità del testimone e sulle distorsioni che «naturalmente» produce il sistema memoria.

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Manuale di Psicologia Investigativa

MANUALE PSICOLOGIA INVESTIGATIVA

 (a cura di) A.L. Fargnoli, Giuffrè, 2005

Quali sono gli aspetti più innovativi, le soluzioni più recenti tra le teorie della psicologia applicate all’attività investigativa? Che soluzioni si possono proporre a quanti vogliono e/o debbano occuparsi di esaminare, analizzare e risolvere situazioni che vedono l’uomo agire contro l’uomo, travalicando non solo le norme ma anche le leggi codificate? E gli strumenti?
Il testo fornisce una serie di risposte diversificate per aree e discipline sui temi dell’analisi psicologica dell’attività investigativa, ovvero della psicologia investigativa.

Contributi alla monografia

Moretti S., Processi mnemonici, aspetti relazionali e suggestivi nella costruzione del falso ricordo.
Fargnoli A., Moretti S., Identificazione dattiloscopia, preventiva, giudiziaria e grafologica.
Fargnoli A., Moretti S., L’arte di interrogare: quando una semplice intervista diventa un interrogatorio

eredità di caino 2007

La violenza ci abita, ci circonda, ogni giorno tutti incontriamo nei nostri rapporti il tema della violenza, a volte a malapena controllato da una ragione che stenta a giustificarla. Come ogni aspetto oscuro della nostra vita, dobbiamo fare i conti con questa forma di energia negativa e distruttiva e pertanto non basta dire”se la conosci la eviti”, bisogna guardare dentro la violenza e sentirla come espressione di un paradosso.
Contributo alla monografia
S. Moretti, Dalla violenza privata alla violenza collettiva;
S. Moretti, Conversazioni sulla violenza.

Rivista Criminologia Vittimologia e Sicurezza Anno IV n3

Hikikomori. La solitudine degli adolescenti giapponesi

Abstract

Il Giappone oggi rappresenta la terza potenza economica mondiale in cui il costo della vita è alto, il tasso di natalità basso e le patologie psichiche derivate da stress sono in forte aumento. Allarmante è il fenomeno hikikomori, una volontaria e ostinata forma di “ritiro sociale” (social withdrawal), di auto reclusione che si sviluppa nell’adolescenza e che nei casi più gravi dura anche più di dieci anni. L’eziologia del fenomeno è piuttosto complessa ma, tra le ipotesi plausibili avanzate, si parla di un disagio psichico dovuto ad una serie di fattori tra cui l’interdipendenza fra genitori e figli, la presenza di una figura materna iperprotettiva a fronte di un’assenza del padre e soprattutto il contesto sociale omologante, coartativo e frustrante. Si tratta di elementi in grado di generare nell’adolescente un angoscioso senso di inadeguatezza, alimentato dalla paura in cui il confronto con l’altro diventa insostenibile ed il silenzio la sola forma di comunicazione. Un disagio relazionale che conta nel Paese del Sol Levante più di un milione di adolescenti, ma che va diffondendosi anche negli Stati Uniti e nel Nord Europa.

Leggi l’articolo intero qui

 

minori giutiziaEducare in carcere: dal gruppo come minaccia al gruppo come risorsa

S. Moretti, C. Stefanelli

In un passaggio storico complesso come quello odierno, caratterizzato da continue trasformazioni che hanno investito anche le istituzioni pubbliche preposte a garantire una convivenza sociale basata sulla garanzia dei diritti, va ripensata anche la funzione educativa svolta dall’adulto rispetto alle nuove forme di devianza agite dall’adolescente. La riflessione riguarda specialmente gli operatori che lavorano negli istituti penali minorili, deputati a garantire nel corso della misura il diritto all’educazione e a un sano sviluppo delle capacità individuali e sociali dei ragazzi detenuti. La realtà penitenziaria minorile attuale risente dei numerosi cambiamenti che si riflettono sulle modalità di fare educazione, sulle dinamiche che si sviluppano all’interno dello spazio detentivo e su quelle di interazione tra l’adulto e l’adolescente che si trova ristretto. C’è perciò la sfida a dare un nuovo significato al concetto stesso di funzione educativa e a ripensare in maniera diversa le metodologie e gli strumenti già a disposizione per creare un incontro costruttivo tra le problematiche e i bisogni dei giovani e le configurazioni e potenzialità dei contesti sociali in cui essi vivono e agiscono. Ma cosa si intende per risignificare il concetto di funzione educativa? Come possiamo creare nuovi orientamenti che diano senso all’incontro tra operatori del sistema penale e giovani autori di agiti devianti?

MinoriGiustizia, 1-2013

https://www.francoangeli.it/Riviste/Scheda_Rivista.aspx?idArticolo=47723

Esperienze lavorative

2010-2016

CONSULENTE

Scientifico-Editoriale

Alpes Italia srl (Roma), Consulente scientifico-editoriale per le Collane di Psicologia, Psicoterapia, Psicoanalisi,Psichiatria. Consulente Area comunicazione e stampa, Gestione e pianificazione della Promozione e Distribuzione editoriale. Direttore editoriale della Collana di Criminologia e Scienze Sociali Forensi.

Dal 2012

Collaboratore Esterno

Istituto Centrale di Formazione - Dipartimento di Giustizia Minorile - Ministero della Giustizia (Roma). Docente formatore esterno per il Corso di formazione rivolto al personale di Polizia Penitenziaria per l’accesso al ruolo di “Specialista nel trattamento dei detenuti minorenni”; Formazione per Agenti neo-assunti nella Giustizia Minorile.

Dal 2011

Psicoterapeuta

Psicoterapeuta individuale e di gruppo ad orientamento psicodinamico. Lavoro con adolescenti, giovani e adulti che abbiano necessità di supporto psicologico in particolari passaggi della propria vita (disturbi d’ansia, disturbi delle condotte alimentari, separazioni, traumi, elaborazione di un lutto) e con adulti che sentano la necessità di affrontare un percorso di psicoterapia per analizzare e comprendere i propri contenuti e disagi.

2010-2012

Consulente

Area Formazione & Comunicazione

Labozeta S.p.A., azienda leader nella Progettazione e Allestimento di Laboratori Scientifici. Attività: ideazione e progettazione di corsi di formazione, studio delle variabili psicologiche nella progettazione di ambienti scientifici, campagne di comunicazione e redazione di prodotti editoriali.

2006-2009

Consulente Psicologo Esterno

Ministero dell’Interno - Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale. Attività: Individuazione e progettazione di campagne di Educazione alla legalità della Polizia di Stato rivolte ai giovani.
Settore Grandi Eventi dello stesso Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale: Curatore delle opere editoriali della Polizia di Stato pubblicate con la De Agostini Editing e della RCS – Rizzoli Group.
Squadra Mobile della Questura di Roma, Sez. IV Minori: Psicologo Giuridico, consulente esterno nell'ascolto di minori in casi di sospetto abuso in collaborazione con la

2006-2009

Cultore della Materia

“Tecniche del Colloquio Psicologico”, l’Università degli Studi di L’Aquila, Facoltà di Psicologia, CdL Specialistica in Psicologia Applicata, Clinica e della Salute, indirizzo Psicologia Applicata all'Analisi Criminale.
“Psicologia generale” (Prof.ssa Anna Maria Giannini), Università degli Studi “Sapienza” di Roma, Laboratorio di Psicologia Applicata e Sperimentale, Facoltà di Psicologia2.

2008

Coordinatore

di Aula e Tutor

DAPHNE - Progetto A.Vi.Cri. – (Attenzione per le vittime del crimine), IV° Corso di Formazione per gli Operatori delle Forze dell’Ordine, Università “Sapienza” di Roma, Ministero dell’Interno.

2008

Psicologo

Clinico

PON 2000/2006 Progetto Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia” realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Interno. Attività: Facilitatore della comunicazione nella somministrazione di questionari nei contesti giovanili scolastici ad elevato tasso di criminalità; attività di ricerca e somministrazione dei questionari nelle scuole elementari, medie e superiori delle Regioni Campania, Calabria, Puglia, Sicilia per il Progetto “La percezione della legalità nei contesti giovanili”.

Dal 2008

Psicologo

Clinico-Forense

Consulente tecnico psicologo/criminologo in collaborazione con Studi Legali (Giaquinto &Associati, Studio Legale Giovanni Giaquinto), libero professionista. Attività peritale penale come Consulente tecnico di parte.

Dal 2007

Docente Formatore

Master Universitari di I-II livello, Seminari, Convegni e Corsi di Formazione per diversi Atenei e Enti Istituzionali e privati sulle materie delle Scienze sociali Forensi.

Formazione & Education

2016

Certificate of Attendance - EMDR - Eye Movement Desensitization and Reprocessing - Level I training

rilasciato da CRSP - Centro di rierche e studi in Psicotraumatologia, EMDR- Institute Inc. , EMDR Europe

2015

Corso di Formazione L’intervento delle Psicologo in Ambito delle Cure Palliative e Terapia del Dolore

Regione Lazio in collaborazione con Ordine degli Psicologi del Lazio

2015

Corso di Europrogettazione e finanziamenti europei di interesse per gli Psicologi - Training Course Project Cycle Management: A Technical Guide

Ordine degli Psicologi del Lazio, ENPAP- Ente di Previdenza e Assistenza Psicologi e EIPA - European Institute Of Pubblic Administration.

2009-2011

Tirocinio formativo triennale di specializzazione in Psicologia Clinica e Psicopatologia

Casa di Cura Psichiatrica Villa Armonia Nuova Roma, reparti di Doppia diagnosi e Psicopatologie da dipendenze.

2008-2011

Specializzazione Quadriennale in Psicoterapia Psicodinamica individuale e di gruppo

Scuola di Formazione in Psicoterapia ad indirizzo Psicodinamico SFPID (sede di Roma)

2008

Tirocinio formativo di specializzazione annuale in Valutazione Psicodiagnostica

Centro di Psicologia Medica - SOCS Servizio Centrale Operativo di Sanità - Direzione Centrale di Sanità della Polizia di Stato, Ministero dell’Interno, Roma.

2007

Stage professionale in Comunicazione Istituzionale e Progettazione sulla Percezione della legalità e della Sicurezza

Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale, settore Grandi Eventi, Segreteria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Ministero dell’Interno, Roma.

2005

Corso di formazione “Professione Editore. Lavorare in una Casa Editrice”

Giulio Perrone Editore srl

2005

Abilitazione all’esercizio di Psicologo

Università degli Studi di Bologna. Iscrizione all’Albo degli Psicologi del Lazio (iscr. N. 13459 del 2005 con successiva annotazione nella sez. A – Psicoterapeuti dello stesso Albo nell'anno 2011)

2003-2007

Collaboratore Osservatorio di Psicologia della Legalità

Università “Sapienza” Roma.

2003-2007

Collaboratore esterno Sezione di Criminologia Applicata, Servizio Polizia Scientifica, Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato

Laboratorio di Psicologia Applicata e Sperimentale, Università “Sapienza” di Roma, la Sezione di Crminologia Applicata e la Sezione Minori, IV Div. Ufficio Reati sessuali e pedofilia della Squadra Mobile di Roma.

2004

Perfezionamento in Psicologia giuridica e Psicopatologia delle condotte criminali

Sezione di Psicologia Investigativa, Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Psicologia.

2003

Tirocinio annuale post-lauream

Università degli Studi di Parma in collaborazione con il Laboratorio di Psicologia Applicata alla Criminalistica del Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato

2002

Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

Università degli Studi di Urbino

2000/2002

Corso biennale di Formazione e Specializzazione sul Reattivo Psicodiagnostico di Rorschach

Scuola Romana Rorschach

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